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What a wonderful world!

In queste pagine Blog raccogliamo qualche news e curiosità riguardo la nostra attività e la nostra terra. Sono benvenuti i Vostri commenti e richiesta curiose. Spesso è proprio per rispondere alle curiosità dei nostri visitatori che siamo stimolati a documentarci e a guardare con occhi nuovi quanto ci circonda. Forse chi visita questo sito non lo sa, ma il posto in cui viviamo fra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta è una Riserva di Biosfera Unesco dal 2015, secondo il programma Man and Biosphere. L’aera dove abbiamo i nostri olivi sul Monte Baone, nel Comune di Arco (TN) è caratterizzata da un terreno povero ma è baciato da un clima di tipo quasi mediterraneo. Difesi dalle correnti più fredde questi ripidi pendii sono comunque coltivati da secoli, con molta dedizione e lavoro manuale. Il terreno è sostenuto da una quantità di preziosi muretti a secco che sono un habitat a se stante e garantiscono una grande biodiversità.

Passione per la storia

Leggere il territorio significa anche immaginare come hanno vissuto e cosa hanno fatto i nostri antenati in quei luoghi che ora noi frequentiamo e coltiviamo. La storia della Valle di Ledro, pur isolata come valle sospesa fra il Lago di Garda ad est ed il Lago d’Idro ad ovest, risale al Mesolitico. Le montagne, soprattutto i passi meno impervi e provvisti di acqua, erano frequentati probabilmente da cacciatori o pastori. Ne sono testimonianza i ritrovamenti di manufatti in selce presso Tremalzo. Ma è l’insediamento palafitticolo, patrimonio Unesco, venuto alla luce sulle rive del Lago di Ledro che con la varietà dei reperti di diversi materiali ci racconta della vita dei nostri antenati durante l’Età del Bronzo. Per diversi secoli, grossomodo dal 2200 al 1300 a.C., dalle capanne costruite sulla riva del lago una comunità di uomini intraprendenti e dediti anche agli scambi commerciali, ha sviluppato molte attività. Fondamentale era la coltivazione dei pochi terreni agricoli fertili disponibili. Fra i tanti reperti intriganti negli scavi sono stati trovati anche dei semi di vite. E alla coltivazione di vitigni adatti ora idealmente la nostra azienda si ispira. Una visita al Museo delle Palafitte di Ledro è sicuramente consigliabile. Forse con una visita guidata. Visitate il sito http://www.palafitteledro.it

Un affascinante viaggio nel passato
La capanna della sciamana, un simbolo del Lago di Ledro

FILOSOFIA PIWI

Perchè abbiamo scelto di coltivare vitigni resistenti? Cosa significa PIWI?

Chiariamo innanzitutto che non si tratta di vitigni modificati geneticamente. Il nome abbreviato viene dal tedesco pilzwiderstandfähige, che significa resistente ai funghi ed indica i vitigni ibridi capaci di opporsi in maniera spontanea a oidio e peronospera, senza quasi necessitare di trattamenti. 

Anche nella coltivazione biologica i protocolli consentono l’uso di rame e zolfo per contrastare i funghi.  Pur essendo naturale il rame è un metallo pesante che non si degrada e quindi si accumula con il tempo nel terreno. La ricerca sui vitigni PIWI nasce proprio per studiare una strada alternativa.  Si tratta di un lavoro complesso e impegnativo di ibridazione, cioè di fecondazione fra specie diverse ma geneticamente affini per ottenere vitigni che ereditano la resistenza ai funghi e le qualità organolettiche della vite diffusasi in Europa. Da decenni si lavora su questo fronte, ma le resistenze sono ancora abbastanza forti. In Italia, a differenza di altri paesi europei, la legislazione è ancora in parte un ostacolo alla coltivazione dei vitigni resistenti. Ma le cose stanno cambiando ed ora sono ammessi PIWI anche nella produzione di alcuni vini IGT. D’altra parte l’impatto ambientale dePIWI è decisamente più basso rispetto ai vitigni tradizionali. C’è ancora diffidenza da parte di chi non li considera di pari dignità rispetto ai vitigni tradizionali. Ma anche il chardonnay, per esempio, è frutto di selezioni e si è affermato un paio di secoli or sono. Perché non dovrebbe avere pari dignità rispetto al Solaris?  La discussione è aperta, se volete saperne di più visitate i siti di  Piwi International  e www.piwitrentino.it associazione quest’ultima di cui facciamo parte anche noi di Sartori Organic Farm.

LEARN HOW TO FLY A DRONE

Marco si è diplomato presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige seguendo l’indirizzo Gestione Ambiente e Territorio. Molte esperienze e tanta innovazione e ricerca. Fra le quali anche questo video realizzato con i suoi compagni per promuovere l’uso dei droni in agricoltura. Guardalo accedendo subito qui sotto, che ne pensi? Ci farebbe piacere discutere sulle opportunità di utilizzare i mezzi tecnologici moderni per un’agricoltura di tipo tradizionale e biologico.

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